"Quella volta che Raffaello dipinse Michelangelo"

Narrativa d'arte a teatro a cura di Marco Sciame

Quasi sempre sono studiosi, storici, esegeti a raccontare di arte, artisti e pittori. In questa considerazione, mi chiedo perché questa avventura raramente è narrata da chi la pittura la fa, da chi vive il segno del colore e vive l’intima passione nel creare l’immagine. Visionari che d’ispirazione afferrano colti significati e che poi di tecnica trovano il mezzo, la strada per rendere manufatto un’idea, attraverso un’incessante predisposizione originale a dare colore, tracciare il segno, verificare un impianto scenografico. Fare il pittore è inventare un sogno e trovare il modo di renderlo visibile, nella speranza che ognuno lo colga a modo suo, ma che solchi in ogni individuo un nuovo punto d’arrivo.
E qualche volta di partenza.
Da pittore e autore di fumetti, da studioso che porta a teatro narrativa d’arte interpretandola, comprendo che scrivere e disegnare Raffaello può essere un linguaggio diverso, può indicare un orizzonte mai avvistato. Come un viaggio nella passione, nell’intelletto e nel cuore di chi da maestro e da uomo ha raggiunto l’impossibile. A me ora il tentativo di coglierne eredità e testimonianza, fino a cercare di descriverne l’evanescente genialità, dono da accudire e rendere ancora pittura. Ancora Arte. Ancora profonda umanità.